Ecomuseo Miniere Rosas

09010 Narcao CI, Italia (0)
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  • Narcao
Miniera di Rosas - Narcao - Musei e Monumenti - Visit Sulcis - Carbonia-Iglesias

Descrizione

Ecomuseo Miniere Rosas a Narcao

L’Ecomuseo Miniere Rosas, sorge nel suggestivo paesaggio a sud ovest della Sardegna, presso il piccolo ma importante comune di Narcao.

L’Ecomuseo è immerso in una variegata flora e fauna con specie autoctone, tipiche dell’area mediterranea.

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Nel 1832, il Signor Enzo Perpignano scoprì la miniera metallifera e nel 1849 venne riconosciuta come area mineraria. Bisognerà attendere al 1951, anno in cui il Re Vittorio Emanuele II rilascerà le concessioni necessarie, per ottenere il riconoscimento dell’area come “Società Anonima dell’Unione Miniere del Sulcis e del Sarrabus”, volta all’estrazione della galena, del piombo, dello zinco e del ferro. Tale società troverà la sua guida dietro la figura di Enzo Perpignano.

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La Miniera Rosas deve il nome al vicino Monte Rosas in cui nel 1929 venne scoperto un minerale, la Rosasite. Nel 1980 la Miniera attraverserà un momento difficile che culminerà con la sua chiusura; i motivi della cessazione dell’attività saranno favoriti anche dall’apertura del Polo Industriale di Portovesme che attirerà i minatori verso nuove attività professionali. Tuttavia, nel 1986, grazie all’impegno del Comune di Narcao e l’acquisizione di fondi elargiti dell’Unione Europea, prenderà avvio la conversione e la nascita del Museo di Archeologia Industriale, apportando notevole rilievo territoriale.

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L’Ecomuseo presenta impianti ed edifici a cielo aperto, con la possibilità di visitare anche gli quelli presenti nel sottosuolo. Le visite guidate prevedono l’utilizzo di un casco protettivo e l’uso di lampade di emergenza. In queste occasioni vengono minuziosamente spiegati ai visitatori i processi lavorativi e le tecniche utilizzate in miniera. Viene inoltre dato spazio al ricordo dei minatori e al difficile modo in cui essi affrontavano la vita lavorativa lottando contro malattie, incidenti e lotte sindacali di fine ‘800.

 

Visitare la miniera permette di percepire la fatica vissuta dai minatori, fa riaffiorare il ricordo di un periodo storico umile ben lontano dalla società odierna. Conoscere da vicino questo luogo è un’esperienza culturale di notevole interesse per tornare con la mente a quella che è stata la straordinaria storia dell’Ecomuseo Miniere Rosas.

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È possibile visitare l’Ecomuseo in qualsiasi momento, poiché esso è aperto al pubblico 365 giorni mattina e sera.

Sono presenti anche una caffetteria e un ristorant,  in cui gustare ottimi piatti tipici della cucina sarda. Infine  è possibile soggiornare in questo fantastico territorio, presso l’albergo recentemente ristrutturato che in origine ospitava i minatori.

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Link di riferimento:

villaggio-minerario-rosas

http://www.ecomuseominiererosas.it/

https://www.facebook.com/Ecomuseo-Miniere-di-Rosas-190736401007523

 

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La storia nel dettaglio:

L’Ecomuseo Miniere di Rosas si trova a Narcao, alle falde dell’omonimo monte, ed è inserito nell’ex villaggio minierario metallifero. La miniera ebbe le sue origini nell’anno 1832 grazie a Enzo Perpignano che in questo antichissimo territorio, conosciuto fin dall’epoca nuragica per la ricchezza di minerali, scoprì dei giacimenti di piombo, zinco e ferro. Questa ampia zona, che si estendeva per 400 ettari, fu riconosciuta come area mineraria nel 1849 e nel 1851 ottenne la concessione anche per l’estrazione della galena.
Il processo estrattivo e la lavorazione dei metalli inizialmente proseguiva con lentezza e poco dispendio di manodopera; ma con l’andare degli anni furono necessari cospicui investimenti. Di conseguenza la miniera passò per diverse gestioni, fino al 1899, anno in cui divenne di proprietà della Società Anonyme Minière di Liegi. Questa seppe apportare rinnovamento, installando macchinari che permettevano una più ampia estrazione dei materiali e quindi un maggiore impiego di forza lavoro. E’ in questi anni che nacque un villaggio completamente autosufficiente, dotato di ufficio postale e caseggiati utilizzati dai minatori, che vi alloggiavano con le famiglie e potevano condurre una vita normale, senza allontanarsi dal posto di lavoro. Il periodo prospero durò fino agli inizi del Novecento e, con l’esplosione della Prima Guerra Mondiale, la situazione degenerò. Mancando la forza lavoro maschile, impegnata sul fronte bellico, la nuova direzione del villaggio si vide costretta ad impegnare donne, bimbi e carcerati nell’attività estrattiva. La miniera di Rosas venne chiusa nel 1918, per poi essere riaperta dopo la Seconda Guerra Mondiale. Rimase poi attiva fino al 1980, portando sviluppo e lavoro al paese di Narcao; successivamente, il 15 Marzo 1986, è stata sapientemente riconvertita in Museo di Archeologia Industriale di grande valore culturale.
Dal 2009 il sito minerario è stato aperto alle visite turistiche, offrendo al visitatore un’affascinante Complesso Museale e ricettivo, in cui poter pernottare nelle vecchie casette ristrutturate dei minatori e mangiare nel Ristorante situato nell’edificio che ospitava l’ufficio postale, immergendosi totalmente nell’atmosfera del tempo passato e del sacrificante lavoro in miniera. Il villaggio è dotato di 40 posti letto, nei vecchi alloggi dei minatori; inoltre dispone di una caffetteria con terrazza panoramica.
L’Ecomuseo di Rosas, così chiamato perché perfettamente integrato in un contesto montano di variegata vegetazione, da qualche anno, in collaborazione con il Parco Geominerario della Sardegna, è sotto tutela dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) l’organizzazione mondiale per la tutela del patrimonio dell’umanità.
La visita guidata nella sala macchine e nel sottosuolo, armati di casco e lampade, alla scoperta delle ampie gallerie e gli impervi cunicoli, genera emozione e commozione al pensiero che per 150 anni sono stati scavati e calpestati da migliaia di minatori, che passavano la maggior parte della loro vita in un ambiente pericoloso e malsano, mettendo a repentaglio la propria salute.
Il centro dell’Ecomuseo è rappresentato dalla Laveria, nella quale si trova un’ampia esposizione di oggetti e macchinari utilizzati nel processo estrattivo, e molti effetti personali dei minatori, oltre ad un sistema interattivo visivo e sonoro che permette al turista di immedesimarsi nella vita dei lavoratori.
Le condizioni di lavoro e di vita degli operai e delle loro famiglie sono raccontate anche nella parte dedicata al museo antropologico, che offre all’avventore uno spaccato di quotidianità, fatto di sacrifici, incidenti spesso mortali, malattie e pochi momenti di aggregazione.
La parte restante del museo è il parco, incastonato nella bellissima valle del Monte Rosas, dove si trova anche un suggestivo laghetto. Attraverso stradine di campagna e sentieri naturalistici si possono osservare le vecchie strutture abitative utilizzate da minatori e dirigenti.
Tra lecci e macchia mediterranea ci si può anche avventurare in percorsi di trekking, passeggiate a cavallo ed escursioni in mountain bike, oppure potrete fare un giro itinerante con il trenino turistico.

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Programma

L’Ecomuseo Miniere Rosas, sorge nel suggestivo paesaggio a sud ovest della Sardegna, presso il piccolo ma importante comune di Narcao.

L’Ecomuseo è immerso in una variegata flora e fauna con specie autoctone, tipiche dell’area mediterranea.


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