Museo del carbone – Grande miniera di Serbariu

Visita le gallerie sotterranee, il museo e rivivi l’esperienza del minatore del Sulcis. Un viaggio esclusivo negli inferi della terra. La Grande Miniera di Serbariu ha rappresentato, tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, una delle più importanti risorse energetiche d’Italia. Iniziò ufficialmente la sua attività produttiva nel 1939 e cessò la produzione nel 1964.

La Società Mineraria Carbonifera Sarda operò nel bacino carbonifero del Sulcis un’intensa campagna di sondaggi di ricerca negli anni 1936-37, riscontrando l’esistenza di un esteso giacimento di carbone a sud della miniera di Sirai (in attività già dal 1918) e ad ovest della zona dove a breve sarebbe sorta la città di Carbonia. L’area venne richiesta in concessione con la denominazione di “Serbariu” nel 1937, ottenuta poi ufficialmente il 18 gennaio 1939 con Decreto del Ministro Segretario di Stato per le Corporazioni pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.45 del 23 Febbraio 1939. Nell’intervallo tra le due date ebbero luogo i lavori di allestimento della miniera e vennero scavati i primi pozzi. L’originaria estensione venne ampliata nel tempo fino a inglobare anche le concessioni minerarie limitrofe e fino a raggiungere la profondità di 179 metri dalla superficie e 103 metri sotto il livello del mare.
Negli anni ’50, con l’ingresso dell’Italia nella CECA e il ridimensionamento dell’intero settore, ebbe inizio un periodo segnato da riassetti societari, dalla chiusura di molti cantieri e dallo spostamento dei lavori verso il centro del bacino con la costruzione della nuova miniera di Seruci. Si assistette ad un progressivo smantellamento del bacino carbonifero con una tendenza all’esodo. Nel decennio 1947-57 il numero delle maestranze passò da 14.000 a 5.000 unità. E’ questo il periodo delle lotte e degli scioperi per il mantenimento del posto di lavoro. Nel 1948 si svolse uno degli scioperi più lunghi della storia italiana: durò ben 72 giorni. La drastica riduzione dell’attività mineraria in una regione che si reggeva sulla monoeconomia carbonifera causò un susseguirsi di emigrazioni. Nel 1965 i minatori ancora in attività furono assunti dall’Enel, la concessione mineraria fu rinunciata e i beni immobili passarono alla Regione Sarda, e poi da questa furono rivendute alla MCS.
La miniera di Serbariu venne chiusa ufficialmente nel 1971. Da allora gli impianti sono stati soggetti ad un rapido deterioramento e ad un’opera di spoliazione che ha portato alla rovina edifici e macchinari. I fabbricati abbandonati divennero sede di diverse attività artigianali non autorizzate, di discariche abusive e furono occupati da famiglie di senzatetto che ne accelerarono il degrado.
L’Amministrazione comunale intervenne in diversi frangenti nel tentativo di acquisire il patrimonio immobiliare della ex miniera e per impedire lo smantellamento dei castelli minerari destinati alla rottamazione, fino a concludere l’acquisto del sito nel 1991. Da quel momento sono stati elaborati diversi progetti di recupero e di riapertura al pubblico fino al 4 Dicembre 2002, data ufficiale di inizio del primo cantiere per il restauro della lampisteria.

Dal 2002 al 2006 si è lavorato al recupero delle strutture principali dell’area mineraria di Serbariu, con l’impiego di finanziamenti dell’Unione Europea.
La data del 18 Dicembre 2005, anniversario della fondazione di Carbonia, è stata scelta per presentare alla città i lavori in atto per la realizzazione del Museo del Carbone; in quella occasione i minatori e tutta la cittadinanza di Carbonia hanno potuto riscoprire gli spazi legati a ricordi di duro lavoro e sofferenze. Contemporaneamente è stata portata avanti una campagna di sensibilizzazione finalizzata all’acquisizione di materiali e documenti dell’epoca. Si è proceduto alla catalogazione dei beni materiali (attrezzature da miniera, oggetti d’uso quotidiano, modellini in miniatura, registri, documenti) e immateriali (ricordi e racconti della vita di miniera registrati durante le interviste ai minatori) raccolti. Infine il materiale recuperato è stato organizzato nell’allestimento della mostra permanente all’interno della lampisteria, della biglietteria, della sala argani, degli ambienti esterni e della galleria sotterranea.
Per la gestione del sito è stato costituito il Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC), associazione tra il Comune di Carbonia e il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, a rappresentare il risultato finale di anni di lavoro per l’acquisizione, la progettazione e il recupero del sito della ex miniera finalizzati alla riconversione dell’area a scopo museale.
La ricerca è ancora in corso; il Centro ringrazia coloro che vorranno dare il proprio contributo alla valorizzazione della Cultura del Carbone, attraverso il prestito o la donazione di attrezzi, oggetti e documenti attinenti, o come sponsor del Centro stesso.
Il Museo del Carbone è stato inaugurato il 3 Novembre 2006. Il momento della riapertura dei cancelli della Grande Miniera è stato sottolineato dal suono della vecchia sirena della stessa miniera, rimessa in funzione da un anziano minatore. La riattivazione della sirena ha fatto commuovere quanti ne conservano il ricordo legato al tempo in cui scandiva l’attività lavorativa indicando i cambi turno e, spesso, gli incidenti in miniera. Nell’occasione alcuni ex-minatori della Miniera di Serbariu hanno apposto l’impronta delle mani e la firma su un grande telo bianco. Da allora il telo si trova in uno dei locali delle docce nella lampisteria, pronto ad accogliere altre firme ed impronte degli anziani minatori di Serbariu che si recano a visitare il Museo.

Il Museo del Carbone
Il sito minerario di Serbariu, attivo dal 1937 al 1964, ha caratterizzato l’economia del Sulcis e rappresentato tra gli anni ’30 e ’50 una delle più importanti risorse energetiche d’Italia. Il complesso è stato recuperato e ristrutturato a fini museali e didattici; il progetto per il recupero e la valorizzazione del sito ha reso fruibili gli edifici e le strutture minerarie che oggi costituiscono il Museo del Carbone.

Il Museo include i locali della lampisteria, della galleria sotterranea e della sala argani.

Nella lampisteria ha sede l’esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia; l’ampio locale accoglie una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti, oggetti di uso quotidiano, fotografie, documenti, filmati d’epoca e videointerviste ai minatori.

La galleria sotterranea mostra l’evoluzione delle tecniche di coltivazione del carbone utilizzate a Serbariu dagli anni ’30 alla cessazione dell’attività, in ambienti fedelmente riallestiti con attrezzi dell’epoca e grandi macchinari ancora oggi in uso in miniere carbonifere attive.

La sala argani, infine, conserva al suo interno il macchinario con cui si manovrava la discesa e la risalita delle gabbie nei pozzi per il trasporto dei minatori e delle berline vuote o cariche di carbone.

Nel Museo si trovano inoltre il bookshop, nel quale è possibile acquistare libri sull’argomento e gadgets, la caffetteria e una sala conferenze con 130 poltroncine e impianto audio-video.

Nel negozio è disponibile una selezione di testi ad argomento minerario, sulla città di Carbonia, libri per bambini, romanzi e testi su argomenti collegati.

E’ possibile acquistare le magliette con il logo del Museo e con la mascotte Crabò, capretta minatore disegnata da Stefano Asili. Crabò e altri simboli della miniera si trovano anche su magneti, matite, zainetti e shoppers, tazze e altri gadgets.

Lampade da miniera, ceramiche e oggetti d’artigianato locale, accessori e giochi completano l’offerta. Nello shop è in vendita anche il vino Carbone, Carignano del Sulcis DOC, imbottigliato dalla Cantina di Santadi esclusivamente per il Museo del Carbone.

Tutte le info al sito: Museo del Carbone.

 

INDIRIZZO : Museo del Carbone – Centro Italiano della Cultura del Carbone, Grande Miniera di Serbariu, 09013 Carbonia (CI)

TELEFONO: Uffici e biglietteria +39 0781 62727 , +39 0781 670591

E-MAIL: Per informazioni: info@museodelcarbone.it
Per prenotare la visita di gruppi o scolaresche: prenotazioni@museodelcarbone.it

Museo del Carbone
Centro Italiano della Cultura del Carbone
Grande Miniera di Serbariu
09013 Carbonia (CI)

ORARI DI APERTURA DEL MUSEO
Dal 21 Giugno al 20 Settembre: tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00
Chiusura biglietteria ore 18.00

Dal 21 Settembre al 20 Giugno: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00
Chiusura biglietteria ore 17.00
Chiuso i lunedì (non festivi), Natale e Capodanno. 24 e 31 Dicembre aperto dalle 10:00 alle 13:00

LA VISITA
Il percorso include la visita della galleria sotterranea, della sala argani e della lampisteria – sede dell’esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia. La galleria e la sala argani si visitano esclusivamente con guida; la visita guidata ha la durata di circa un’ora e può essere svolta in lingua italiana, inglese e francese. Per la lampisteria e le eventuali mostre temporanee è prevista la visita libera.

N.B. Il percorso sotterraneo è parzialmente accessibile ai visitatori disabili.

Suggerimenti per la visita: Ricordiamo che la visita del Museo del Carbone include locali coperti, percorsi all’aperto e una galleria sotterranea. Si consiglia pertanto un abbigliamento comodo, scarpe sportive o altre calzature da escursione.

PREZZI
Il prezzo del biglietto include l’ingresso in lampisteria e la visita guidata in sala argani e in galleria.

Intero: € 8.00

Ridotto: € 6.00
Il biglietto ridotto si applica per:
– visitatori individuali di età compresa tra 6 e 12 anni e superiore a 65 anni
– titolari di Carta Giovani
– titolari di Carta Giovani Euro<26
– carta soci TCI
– carta soci UNPLI
– carta iscritti CRAL Regione Sardegna
– altri convenzionati
I bambini al di sotto dei 6 anni usufruiscono dell’ingresso gratuito.

Biglietto Unico: € 15.00
valido 60gg. per una visita in ciascuno dei seguenti siti e musei cittadini: Museo del Carbone, Museo Paleontologico PAS “E.A. Martel”, Parco Archeologico Monte Sirai, Museo Archeologico Villa Sulcis

-> GRUPPI E SCOLARESCHE
La visita guidata è possibile tutto l’anno, su prenotazione, nei giorni di regolare apertura del museo; dura un’ora e 30 minuti circa. E’ prevista la possibilità di visite differenziate per le diverse tipologie di gruppi (scuole elementari, medie o superiori, livello universitario, specialisti) e l’integrazione di workshop o attività didattiche specifiche in collaborazione con l’istituto di provenienza.

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